PcWorld

Febbraio 2003

Sicurezza

Quel carnivoro ancora in agguato

Michela Bercellesi

“L'amico Bin Laden ha progettato proprio un bell’attentato”. Scrivete una frase come questa in un’e-mail e potreste entrare nell’elenco di persone controllate dall’FBI. Da tempo non se ne parla, ma il più grande guardone, alias "Carnivore", è ancora operativo. E’ in grado di monitorare e vagliare messaggi di posta elettronica, siti visitati e comunicazioni criptate di chiunque. Di ricostruire insomma schermata dopo schermata ogni attività svolta su internet. Dopo l’undici settembre la privacy sul web è stata drasticamente ridotta. Poche ore dopo l’attentato alle torri gemelle l’FBI aveva già installato Carnivore su tutti i più grossi provider di servizi web.
Realizzato nei laboratori di Quantico, in Virginia, è un sofisticato meccanismo di intercettazione computerizzata.
Il controllo è totale. Si possono visionare le e-mail, le pagine visitate su internet, le query ai motori di ricerca, le chat, e persino il materiale scaricato dal web.

Intercettando i dati che passano tra un ISP e uno specifico client, il software li invia filtrandoli all’FBI perché vengano analizzati alla ricerca di un crimine in esecuzione o ideato. Il filtro, molto potente, permette di isolare le informazioni secondo diverse chiavi di lettura, come l’indirizzo Ip, stringhe di testo, indirizzo e-mail o protocollo usato. Informazioni più dettagliate si trovano al sito dell’FBI, www.fbi.gov/hq/lab/carnivore/carnlrgmap.htm.
Il codice sorgente di Carnivore è ancora un segreto, ma, su incarico del dipartimento della Giustizia, l’Illinois Institute of Technology Research ha potuto redarre in sua valutazione un interessante documento, scaricabile all’indirizzo http://www.usdoj.gov/jmd/publications/carnivore_draft_1.pdf.
L’FBI ha pensato anche di cambiare il nome “Carnivore”, aggressivo e forse fin troppo esplicito, in DCS 1000. Inutile dire che questo piccola modifica non ha fermato le associazioni di difesa della privacy come EPIC (Electronic Privacy Information Center, www.epic.org), e ACLU (American Civil Liberties Union, www.aclu.org). In particolar modo la prima ha chiesto e ottenuto di esaminare il materiale relativo a Carnivore. Il software nel corso di indagini antiterrorismo avrebbe, dicono per “errore” all’FBI, intercettato molti messaggi di cittadini estranei agli attentati. E così è scattata la denuncia di EPIC verso l’FBI per la violazione al quarto emendamento della costituzione statunitense, che vieta qualsiasi perquisizione o sequestro arbitrario. Proprio per difendere i cittadini dalla stessa violazione nasce StopCarnivore (www.stopcarnivore.org) associazione che raccoglie informazioni e denunce.