Network Magazine

Ottobre 2003

Wireless

A chi piace il wireless?

I paradigmi del mercato mobile e l'esperienza degli utenti. Un'indagine IDC

Michela Bercellesi

Con l’obiettivo di fornire una nuova serie di paradigmi nel mercato mobile del futuro, IDC ha analizzato la situazione delle comunicazioni mobili in Europa, che nell’ultimo biennio hanno subito discontinuità rilevanti. Come sottolinea Alessandro Lorenzelli, research manager di IDC Southern Europe, dopo periodi di crescita costante il mercato mobile è attualmente in via di saturazione in quasi tutta Europa. Solo nei paesi dell’est europeo non si è ancora raggiunta questa fase.
I cambiamenti che sono avvenuti a livello di reti trasmissive e di terminali utenti hanno spostato l’attenzione verso la trasmissione dati come completamento evolutivo delle comunicazioni basate su voce, che rimangono così quelle predominanti. Secondo IDC infatti queste raggiungeranno nel 2005 i 51,9 milioni di lineee attive, dai 50 milioni del 2003.
Cresce quindi il traffico dati, che aumenta in relazione al consolidamento di reti e servizi, e che ha portato all’introduzione di nuovi concetti, come quello del Bluetooth e delle reti wireless locali WLAN, permettendo di avvicinarsi alla mobilità estesa secondo le esigenze. In questo contesto è fondamentale analizzare gli impatti di un certo numero di variabili:: copertura e roaming, integrazione, modelli di business e design dei servizi.

Quale wireless?

Per IDC l’uso di tecnologie a commutazione di pacchetto, come il GPRS e l’UMTS, ha causato una modificazione dello stesso concetto di comunicazioni cellulari. Diversi fattori, tra cui le dinamiche macro economiche e le crisi politiche in differenti aree geografiche, hanno contribuito poi a modificare la situazione del mercato in cui queste tecnologie prendevano piede.
Le aziende che hanno installato una rete Wi-Fi all'interno dei propri locali, secondo stime IDC Italia, sono il 25% e un altro 25% intende installarla entro i prossimi 12 mesi. Il dato assume rilevanza se si pensa come in realtà questa sia una tecnologia abbastanza giovane.
In quest’ottica è importante capire quali siano le reali necessità dell’utenza e comprendere soprattutto le tipologie di utenti che ne usufruiscono. Lorenzelli a questo proposito distingue tra l’utente nomade, quello cioè che necessita di hot spot o access point per navigare, e l’utente puramente mobile, che è legato al 3G dalla necessità di usufruire dei servizi ovunque si trovi. “Gli utenti poi non sono tutti uguali, anche all’interno di queste due categorie – spiega Lorenzelli - perché in realtà esistono anche persone che del wireless ne fanno un uso sistematico o un uso critico. Le prime lo impiegano per completare la routine giornaliera di lavoro, le seconde per la risoluzione di situazioni critiche concernenti l’interazione con l’azienda o il mercato di riferimento”.
E’ interessante poi capire quale percezione abbiano gli utenti nei confronti di queste tecnologie. In particolare sono appannaggio delle tecnologie 3G l’accessibilità alle informazioni e applicazioni mission critical e la produttività individuale. Wi-Fi viene visto invece come più adatto al supporto dell’azienda, di nuovi processi e reattività al mercato.
Solo il 66% del campione di 200 intervistati, secondo la ricerca di IDC, conosce la tecnologia di comunicazione UMTS. In riferimento ai possibili vantaggi offerti dall’UMTS poi, il 70% si è ritenuto abbastanza o molto soddisfatto della maggiore accessibilità alle informazioni e della conseguente mobilità. Più del 60% del campione come secondo vantaggio rilevante ha evidenziato una maggiore qualità e facilità nella comunicazione tra dipendenti e azienda. Solo poco più del 30% crede invece l’UMTS come fattore abilitante ad una maggiore reattività dell’azienda al marketing.
Il Wi-Fi invece è più conosciuto: su una base di 225 intervistati, il 74% sa in che cosa consiste questa tecnologia. Il maggior vantaggio riscontrato nell’80% in questo caso è una elevata flessibilità della rete aziendale (LAN), e per il 60% minori costi di upgrade e di istallazione. Il GPRS su un campione di 245 intervistati è conosciuto nella percentuale dell’81%. I vantaggi che gli sono riconosciuti sono gli stessi dell’UMTS.

Interazione

Ma come interagiranno tra loro nello scenario futuro le reti 2.5 e 3G con le WLAN? IDC si aspetta che fungano da collante. Wi-Fi e 3G saranno i fattori abilitanti di un nuovo modo di comunicare ed interagire con il proprio team, azienda o marketplace. “All’aumento delle funzionalità delle comunicazioni mobili corrisponde un aumento della capacità operativa del singolo come dell’azienda” commenta Lorenzelli. Ma qual è la percezione degli utenti nei confronti di queste tecnologie? Il 50% delle aziende si autodefiniscono “innovative” e credono che parlando di priorità sia importanti e necessari tre parametri: la riduzione dei costi, l’affidabilità e la sicurezza.
La semplicità e la chiarezza sono elementi fondamentali nello sviluppo delle nuove tecnologie. Per Antonio Brignoli, business development manager mobile solutions di HP Europe, “c’è un grande cambiamento in atto ed è essenziale che il sistema IT si adatti velocemente all’ambiente circostante. Il sistema deve essere stabile, ma anche flessibile per permettere di adattarsi agli scenari di busines”. E’ importante capire, secondo Brignoli, che in questo momento per raggiungere quote significative nel mercato di riferimento l’essenziale non è aumentare il parco clienti, ma cercare piuttosto di sviluppare servizi per i clienti che sono già fidelizzati. E’ stato posto l’accento anche sulle difficoltà di riconfigurazione dei terminali, al fine di consentire la migrazione da una rete ad un’altra con il conseguente concetto di portabilità e non di mobility.
Ma IDC crede che il terminale diventerà uno strumento in grado di fornire il necessario supporto, per fornire servizi sempre più mirati alle necessità dell’utente ed essere base del network roaming consentendo il passaggio dal concetto di portabilità a quello di mobility.
Lorenzelli identifica tre elementi endogeni al segmento del wireless che in futuro assumeranno sempre più rilevanza: l'innovazione tecnologica, la dinamica degli assetti competitivi tra i soggetti di mercato, e le modalità con cui viene costruito il valore per l'utente finale. Il contesto delle comunicazioni mobili non deve far pensare ad un abbandono radicale del vecchio mondo, imperniato sui soli servizi voce.

Una più stretta interazione tra domanda ed offerta infatti consentirà una transizione senza strappi. Stime IDC evidenziano nel 2002, a livello europeo, 80 milioni di lavoratori mobili, un numero destinato a crescere fino a raggiungere nel 2007 i 100 milioni. Le public WLAN però sono ancora in una fase embrionale e dovranno essere risolti i problemi del loro posizionamento tecnologico e nei confronti del business. Non esistono ancora le killer application né player che possano vantarsi di esser ben posizionati in questo mercato. Il valore non è nelle singole componenti, ma nella capacità del provider di attivarle tutte insieme e di fare di questo magma un valore elevato.

“Lo scenario finale sarà definito in buona sostanza dalla capacità dei vendor di delineare i confini di questa esperienza in funzione delle tipologie di end user, evoluzioni e bisogni. La capacità cioè di ascoltare il mercato ed evolvere con esso” conclude Lorenzelli.
Integrazione, management e sicurezza saranno quindi i concetti chiave attraverso i quali si posizioneranno le soluzioni innovative a livello di comunicazione.