Con l’obiettivo di fornire una nuova serie di
paradigmi nel mercato mobile del futuro, IDC ha analizzato la situazione
delle comunicazioni mobili in Europa, che nell’ultimo biennio hanno subito
discontinuità rilevanti. Come sottolinea Alessandro Lorenzelli, research
manager di IDC Southern Europe, dopo periodi di crescita costante il mercato
mobile è attualmente in via di saturazione in quasi tutta Europa. Solo nei
paesi dell’est europeo non si è ancora raggiunta questa fase.
I cambiamenti che sono avvenuti a livello di reti trasmissive e di terminali
utenti hanno spostato l’attenzione verso la trasmissione dati come
completamento evolutivo delle comunicazioni basate su voce, che rimangono
così quelle predominanti. Secondo IDC infatti queste raggiungeranno nel 2005
i 51,9 milioni di lineee attive, dai 50 milioni del 2003.
Cresce quindi il traffico dati, che aumenta in relazione al consolidamento
di reti e servizi, e che ha portato all’introduzione di nuovi concetti, come
quello del Bluetooth e delle reti wireless locali WLAN, permettendo di
avvicinarsi alla mobilità estesa secondo le esigenze. In questo contesto è
fondamentale analizzare gli impatti di un certo numero di variabili::
copertura e roaming, integrazione, modelli di business e design dei servizi.
Quale wireless?
Per IDC l’uso di tecnologie a commutazione di pacchetto, come il GPRS e l’UMTS,
ha causato una modificazione dello stesso concetto di comunicazioni
cellulari. Diversi fattori, tra cui le dinamiche macro economiche e le crisi
politiche in differenti aree geografiche, hanno contribuito poi a modificare
la situazione del mercato in cui queste tecnologie prendevano piede.
Le aziende che hanno installato una rete Wi-Fi all'interno dei propri
locali, secondo stime IDC Italia, sono il 25% e un altro 25% intende
installarla entro i prossimi 12 mesi. Il dato assume rilevanza se si pensa
come in realtà questa sia una tecnologia abbastanza giovane.
In quest’ottica è importante capire quali siano le reali necessità
dell’utenza e comprendere soprattutto le tipologie di utenti che ne
usufruiscono. Lorenzelli a questo proposito distingue tra l’utente nomade,
quello cioè che necessita di hot spot o access point per navigare, e
l’utente puramente mobile, che è legato al 3G dalla necessità di usufruire
dei servizi ovunque si trovi. “Gli utenti poi non sono tutti uguali, anche
all’interno di queste due categorie – spiega Lorenzelli - perché in realtà
esistono anche persone che del wireless ne fanno un uso sistematico o un uso
critico. Le prime lo impiegano per completare la routine giornaliera di
lavoro, le seconde per la risoluzione di situazioni critiche concernenti
l’interazione con l’azienda o il mercato di riferimento”.
E’ interessante poi capire quale percezione abbiano gli utenti nei confronti
di queste tecnologie. In particolare sono appannaggio delle tecnologie 3G
l’accessibilità alle informazioni e applicazioni mission critical e la
produttività individuale. Wi-Fi viene visto invece come più adatto al
supporto dell’azienda, di nuovi processi e reattività al mercato.
Solo il 66% del campione di 200 intervistati, secondo la ricerca di IDC,
conosce la tecnologia di comunicazione UMTS. In riferimento ai possibili
vantaggi offerti dall’UMTS poi, il 70% si è ritenuto abbastanza o molto
soddisfatto della maggiore accessibilità alle informazioni e della
conseguente mobilità. Più del 60% del campione come secondo vantaggio
rilevante ha evidenziato una maggiore qualità e facilità nella comunicazione
tra dipendenti e azienda. Solo poco più del 30% crede invece l’UMTS come
fattore abilitante ad una maggiore reattività dell’azienda al marketing.
Il Wi-Fi invece è più conosciuto: su una base di 225 intervistati, il 74% sa
in che cosa consiste questa tecnologia. Il maggior vantaggio riscontrato
nell’80% in questo caso è una elevata flessibilità della rete aziendale
(LAN), e per il 60% minori costi di upgrade e di istallazione. Il GPRS su un
campione di 245 intervistati è conosciuto nella percentuale dell’81%. I
vantaggi che gli sono riconosciuti sono gli stessi dell’UMTS.
Interazione
Ma come interagiranno tra loro nello scenario futuro le reti 2.5 e 3G con le
WLAN? IDC si aspetta che fungano da collante. Wi-Fi e 3G saranno i fattori
abilitanti di un nuovo modo di comunicare ed interagire con il proprio team,
azienda o marketplace. “All’aumento delle funzionalità delle comunicazioni
mobili corrisponde un aumento della capacità operativa del singolo come
dell’azienda” commenta Lorenzelli. Ma qual è la percezione degli utenti nei
confronti di queste tecnologie? Il 50% delle aziende si autodefiniscono
“innovative” e credono che parlando di priorità sia importanti e necessari
tre parametri: la riduzione dei costi, l’affidabilità e la sicurezza.
La semplicità e la chiarezza sono elementi fondamentali nello sviluppo delle
nuove tecnologie. Per Antonio Brignoli, business development manager mobile
solutions di HP Europe, “c’è un grande cambiamento in atto ed è essenziale
che il sistema IT si adatti velocemente all’ambiente circostante. Il sistema
deve essere stabile, ma anche flessibile per permettere di adattarsi agli
scenari di busines”. E’ importante capire, secondo Brignoli, che in questo
momento per raggiungere quote significative nel mercato di riferimento
l’essenziale non è aumentare il parco clienti, ma cercare piuttosto di
sviluppare servizi per i clienti che sono già fidelizzati. E’ stato posto
l’accento anche sulle difficoltà di riconfigurazione dei terminali, al fine
di consentire la migrazione da una rete ad un’altra con il conseguente
concetto di portabilità e non di mobility.
Ma IDC crede che il terminale diventerà uno strumento in grado di fornire il
necessario supporto, per fornire servizi sempre più mirati alle necessità
dell’utente ed essere base del network roaming consentendo il passaggio dal
concetto di portabilità a quello di mobility.
Lorenzelli identifica tre elementi endogeni al segmento del wireless che in
futuro assumeranno sempre più rilevanza: l'innovazione tecnologica, la
dinamica degli assetti competitivi tra i soggetti di mercato, e le modalità
con cui viene costruito il valore per l'utente finale. Il contesto delle
comunicazioni mobili non deve far pensare ad un abbandono radicale del
vecchio mondo, imperniato sui soli servizi voce.
Una più stretta interazione tra domanda ed
offerta infatti consentirà una transizione senza strappi. Stime IDC
evidenziano nel 2002, a livello europeo, 80 milioni di lavoratori mobili, un
numero destinato a crescere fino a raggiungere nel 2007 i 100 milioni. Le
public WLAN però sono ancora in una fase embrionale e dovranno essere
risolti i problemi del loro posizionamento tecnologico e nei confronti del
business. Non esistono ancora le killer application né player che possano
vantarsi di esser ben posizionati in questo mercato. Il valore non è nelle
singole componenti, ma nella capacità del provider di attivarle tutte
insieme e di fare di questo magma un valore elevato.
“Lo scenario finale sarà definito in buona
sostanza dalla capacità dei vendor di delineare i confini di questa
esperienza in funzione delle tipologie di end user, evoluzioni e bisogni. La
capacità cioè di ascoltare il mercato ed evolvere con esso” conclude
Lorenzelli.
Integrazione, management e sicurezza saranno quindi i concetti chiave
attraverso i quali si posizioneranno le soluzioni innovative a livello di
comunicazione.