Con la diffusione di Internet, la possibilità
di esposizione ai pericoli online è aumentata. Le infrastrutture delle reti
aziendali subiscono sempre più nuove minacce, non solo in termini numerici,
ma anche qualitativi: si stanno infatti diffondendo attacchi che mirano non
solo al livello di rete, ma anche a quello applicativo. Oltre che da
attacchi esterni poi, diventa necessario proteggersi dagli sfruttamenti
anomali delle risorse di connettività da parte di chi lavora in azienda.
In quest’ottica Check Point (tel. 02.64672601, www.checkpoint.com) ha
presentato Application Intelligence, la tecnologia che estende le
funzionalità del firewall fino ad integrare una protezione completa a
livello applicativo e di rete.
La suite Next Generation di Check Point integra questa tecnologia e amplia
le funzionalità di protezione e configurazione degli attacchi verso le
applicazioni.
Con un unico gateway di facile utilizzo si può
disporre di molteplici livelli di sicurezza, che includono il controllo
degli accessi, la protezione completa delle applicazioni e la difesa
integrata a livello di rete e applicazione. Grazie a quest’ultima, offerta
da FireWal-1 NG with Application Intelligence, è possibile incrementare
l’affidabilità e la sicurezza abbassando il TCO e fornendo da una console
centralizzata la gestione, la reportistica e la certificazione.
In qualità di inventrice di tecnologia Stateful Inspection e del primo
firewall commerciale, la società è entrata nel mercato dell’Internet
Security.
Check Point integra la tecnologia Application Intelligence nella versione
più recente di VPN-1/FireWall-1 Next Generation, attraverso il sistema
SmartDefense, dove tutte le operazioni sono eseguite a livello kernel e a
quelle di stateful inspection.
La società ha cambiato il suo approccio al mercato. “Dal 2001 abbiamo
cambiato il nostro modo di go to market. Abbiamo rivisto i nostri prodotti
che ora, infatti, dopo il nome hanno la scritta Next Generation. Stiamo già
lavorando in nuove direzioni come l’eGovernment, la VoIP e nell’ambito della
videoconferenza” ha commentato Lorenzo Centurelli, technical manager di
Check Point Italia.
Per il futuro, la società prevede di selezionare nuovi distributori,
probabilmente due, e organizzare programmi di formazione per i rivenditori.
“Vogliamo allargare la nostra presenza sul mercato, anche in quello
wireless. Quando si passa dallo small al medium business le aspettative del
cliente finale cambiano. Questo infatti non si chiede cosa c’è dietro un
funzionamento efficiente delle applicazioni, ma solo che continui ad essere
tale. Per aggredire questa fetta di mercato aumenteremo la famiglia dei
distributori” dichiara Andrea Rizzi, country manager di Check Point Italia.
Ai partner invece Check Point ha dedicato due eventi nel mese di giugno (uno a Milano e uno a
Roma), per mostrare l’evoluzione delle nuove tecnologie per il mercato small-medium business.