Il Giornale

20 Aprile 2003

Cyberbegging, elemosina in rete

Michela Bercellesi

La carta di credito ha raggiunto il limite massimo e il conto corrente è in rosso. Come fare per il mutuo della nuova casa? E i soldi per finire gli studi all’università? La paghetta di mamma e papà è troppo bassa? Forse dopo un anno di lavoro si vorrebbe fare una vacanza. E sarebbe bello poter comprare quel paio di scarpe firmate che non ci si può permettere.
Per chi non vuole chiedere l’elemosina all’angolo di una strada, oggi è possibile farlo sul web, grazie ad internet e alla generosità dei suoi navigatori. Come? Con il Cyberbegging, che letteralmente significa “elemosina in rete”. E se va bene, questo modo originale di aumentare le entrate potrebbe anche portare al successo e rendere famosi.

Karyn Bosnak ne è l’esempio. E’ una giovane ragazza che vive a New York, nel quartiere di Brooklyn. La sua vita dispendiosa l’ha portata ad accumulare ben 20 mila dollari di scoperto sul suo conto corrente. Ma Karyn ha pensato bene di chiedere aiuto ai naviganti, creando un sito (www.savekaryn.com) dove ha lanciato il suo appello disperato chiedendo di versare sul suo conto offerte e piccole donazioni. Ora ha pagato i suoi debiti ed è diventata famosa, partecipando a talk show e trasmissioni televisive. Continua anche a ricevere contributi che generosamente dirotta verso altri siti simili al suo, dove qualcuno chiede un aiuto finanziario. Come lei tante altre persone hanno intrapreso infatti questa strada.

Già nel ’96 ci sono stati i primi casi e Yahoo! ha addirittura creato appositamente una directory per raggruppare tutti gli indirizzi di questo genere, rinominata successivamente E-Panhandling, cioè accattonaggio in rete. Adesso i siti sono una settantina. Chi chiede soldi perché desidera frequentare un corso di musica, ma non se lo può permettere, chi un aiuto finanziario per le spese mediche, chi per continuare a studiare e ottenere il diploma.

Penny Hawkins, ad esempio, al sito www.helpmeleavemyhusband.com cercava di racimolare i soldi sufficienti a permetterle di ottenere il diploma di infermiera. Per aiutare gli altri e, volendo lasciare il marito, per non avere troppi disagi economici al momento del divorzio. Sembra che ce l’abbia fatta, visto che sul suo sito appare la scritta “mi sono presto decisa a fare qualcosa con il mio sito che ripagasse ciò che mi è stato dato”. Ora Penny, rendendosi divulgatrice delle ideologie, tenta di aiutare un’associazione benefica, la DirectAid, che offre il suo aiuto a famiglie bisognose.
Ci sono ovviamente casi meno fortunati di questi, come quello della principessa Natalie di Westwood, Ohio. Sul suo sito (www.egomania.nu) vengono riportate più o meno queste parole:“Puoi immaginare un mondo in cui qualcuno di talento come me è costretto a lavorare? Smetti di pensare a te stesso e mandami dei soldi”. La cosa forse più improbabile è che qualcuno lo faccia spinto dalla debole motivazione:“Se io lavorassi potrebbe rovinarsi la mia manicure!”. I navigatori di Internet non sembrano aver preso troppo a cuore questo appello. Natalie riceve pochi soldi, però in compenso può vantare tra i regali che le sono stati fatti un termometro, qualche calzino, un coltello in acciaio e delle schede telefoniche.
Inutile dire che qualcuno ci marcia. E anche le parodie sono inevitabili. "Don't Save Karyn" (www.dontsavekaryn.com/), ad esempio, è il sito creato da Bob e Ben. Due mendicanti online che non vogliono però l’elemosina per “pagare bollette o aiutare i bambini affamati dell'Africa” ma per “sperperare il vostro denaro in modi inventivi e creativi”.