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Novembre 2003 |
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Loss Prevention, niente più ammanchi di cassa |
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Prevenire le frodi è un must all'interno del punto vendita. E aiuta a recuperare nuove marginalità |
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Michela Bercellesi |
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| Nel
mondo del retail, le frodi sono una delle voci principali delle differenze
inventariali e ne rappresentano il 42,7% circa. Questo il dato allarmante,
emerso da una recente indagine condotta negli USA dal National Retail
Security Services, Università della Florida, e presentata da Sisim e Fujitsu
per evidenziare come il fenomeno sia in espansione anche nel nostro Paese.
“Benché in Italia manchi un sistema di indagine paragonabile a quello applicato dall’Università della Florida, il problema purtroppo ci riguarda da vicino. Negli USA ‘le Loss’ (gli ammanchi) sono oggetto di costante attenzione e noi dovremmo fare lo stesso visto i valori in gioco” commenta Vittorio Fracassi, Presidente di Sisim. “Secondo Ecr Europe, ad esempio, nel settore del grocery (beni di largo e generale consumo) gli ammanchi nell’anno 2000 in Europa avrebbero raggiunto una quota di 18 miliardi di euro, 12 miliardi dei quali nell’ambito del dettaglio” gli fa eco Massimo Franzosi, caporedattore di Mark Up. Sempre secondo stime Ecr Europe poi, le frodi effettuate da parte del personale interno al punto di vendita inciderebbero su circa un quarto degli ammanchi totali. “L’analisi puntuale dei dati di transazione, oltre a consentire la rapida individuazione dei comportamenti fuori della norma – commenta Franzosi - è funzionale alla valutazione delle pratiche organizzative e delle risorse umane migliori, sempre con riferimento alle vendite”. Come essere più efficienti I controlli vanno estesi a tutta la catena di vendita, dal negozio, al magazzino e al trasporto. E’ essenziale conferire nuovi poteri al retail applicando la logica preventiva. In quest’ottica, ad esempio, affianco all’evoluzione tecnologica che permette di far fronte alle frodi, corrisponde anche una nuova capacità di percepire i desideri del consumatore. Nel caso delle smart tag, ad esempio, al momento dell’ingresso in un negozio i consumatori vengono identificati e possono essere seguiti dal loro commesso preferito, o aiutati nella scelta. “Insieme all’evoluzione delle smart tag e dei sistemi Rfid è cresciuta, da un lato, la riduzione delle cosiddette stock loss e, dall’altro, l’ampliamento del concetto di CRM (Customer Relationship Management). Il sapere, infatti, che la volta scorsa il cliente ha comprato un determinato prodotto, permette di consigliare eventuali accessori complementari e capirne i gusti” commenta Franzosi. Dario Fracassi di Sisim, invece, pone l’accento sulla reattività possibile grazie a sistemi di controllo:“Il rapporto tra gli investimenti e la riduzione del danno può essere definito proporzionale nell’ambito di un adeguato rapporto di efficienza”. Le soluzioni di loss prevention permettono infatti un controllo di tutte le transazioni costantemente, e non su campione, ma su tutto il personale di ogni punto vendita. Inoltre, con questi sistemi si riducono notevolmente i costi di controllo e ci si può focalizzare su probabili eventi di frode pre-ponderati, verificando solo le anomalie, invece di disperdere le forze in una situazione economica già difficoltosa. Il retail infatti è costantemente alla ricerca di nuove marginalità. I mercati non crescono e i consumatori devono essere invogliati ad acquistare beni e servizi di cui non hanno effettivamente necessità. I rivenditori cercano, da parte loro, di investire in progetti di ristrutturazione e di aumentare il livello di efficienza dei punti vendita, formando il personale. Il sistema di Fujitsu Service In questo contesto, i sistemi di loss prevention rispondono all’esigenza di creare proprio quelle nuove marginalità, incidendo sull’operatività dei negozi e delle sedi e utilizzando applicazioni che trattano dati e li sintetizzano, evidenziando situazioni potenziali di frodi. “Questo il caso di Loss Prevention Management System – dichiara Gaetano Tufano, Project Manager di Fujitsu Services – lo strumento di prevenzione, gestione e controllo delle frodi dedicato al mondo della distribuzione e messo a punto dalla nostra società”. La soluzione si avvale di un sistema centrale di analisi che raccoglie tutti i dati di vendita di ciascun negozio e permette di scoprire scontrini fraudolenti analizzando tutti i POS, per transazione e per operatore. “Il sistema consente di analizzare i dati per ogni punto di vendita e evidenziare anomalie, transazioni sospette ed eccezioni” afferma Tufano. L’applicazione viene installata sul server centrale, che può essere maneggiato da poche persone, come le persone addette alla sicurezza o l’ispettorato. Ogni notte avviene il caricamento dei nuovi dati di vendita e la cancellazione di quelli vecchi, fino ad avere sempre disponibili i dati dei tre o quattro mesi precedenti (un periodo sufficiente per la definizione di statistiche sui dati di vendita). Il sistema crea dei “permessi”, data la sensibilità dei dati, per l’accesso alle informazioni e consente l’uso per ogni report di filtri, al fine di evidenziare una categoria determinata di POS o un particolare periodo. Ogni report può essere modificato e si possono creare anche dei sub-report, vedendo ad esempio solo gli scontrini che sono uguali, superiori o inferiori ad un dato valore. “Ogni report non è statico, ma dinamico – spiega Tufano – e permette di analizzare come è composto ogni dato. Particolarmente interessante poi è il sistema di statistica per operatore, che in rosso sottolinea fenomeni che si discostano rispetto all’intera rete di vendita”. Con la funzione “top 10 reporting” è possibile definire i primi dieci punti vendita che hanno raggiunto la peggior performance rispetto ad un parametro a scelta come ad esempio l’annullo di scontrini. Ma non tutto qui. Il sistema, infatti, può essere usato anche per altri scopi come analisi statistiche sul venduto per fascia oraria e per giorno, e per individuare quindi la tipologia di utente e il target di riferimento. Il sistema comprende 600 report già configurati, ma modificabili a seconda delle esigenze, ed è possibile comunque definirne di nuovi, anche senza particolari conoscenze informatiche). La tecnologia usata per l’applicazione è Power Builder, Microsoft Windows 2000 e SQL Server 2000. Realtà o una tecnologia effettivamente utile? “L’applicazione è già in uso e sono stati individuati numerosi casi di frode già nel primo anno di utilizzo, con interventi efficaci tra lo 0.50% e lo 0.75% del personale operativo” dichiara Tufano. |
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